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Larry Yuma vol. 3

€ 18,00

47 disponibili (ordinabile)

Assalto alla diligenza

Con Larry Yuma, il mitico personaggio creato da Claudio Nizzi, per trent’anni autore di Tex, ritorna la grande avventura western.

Autore: Claudio Nizzi
Disegnatore:
Carlo Boscarato
Dimensioni:
21×30 cm
Copertina: morbida plastificata
Pagine: 224 b/n
Rilegatura: filo refe
Prima ed. :2014
ISBN: 9788896457221

 

Descrizione prodotto

coveryuma3In questo terzo volume della riedizione completa di Larry Yuma troviamo altre sedici storie pubblicate oltre trent’anni fa sul Giornalino, il settimanale per ragazzi delle Edizioni San Paolo.  Tuttavia, come potranno verificare i lettori di questa collana – Larry Yuma si rivela un fumetto tutt’altro che infantile o datato. Queste storie – nonostante la loro brevità – sono un susseguirsi di dialoghi spumeggianti, di idee e continui colpi di scena.

Come ricorda Claudio Nizzi,  “storie per ragazzi non vuol dire storie infantili: sul Giornalino trovavano  posto fumetti  per  un  pubblico infantile  e  altri  molto  più  impegnativi.  Le  storie  del  Commissario  Spada  di  Gonano e  De  Luca,  quelle  di  Petra  Chérie di Micheluzzi,  quelle  scritte  e  disegnate  da  Toppi, destinate  nei  fatti  a  un  pubblico  adulto,  convivevano  con  altre  rivolte  a  una  fascia di  lettori  più  piccoli.  Purtroppo  in  Italia  anche  storie  molto  mature  venivano  prese sottogamba se apparivano su rivista per ragazzi. I grandi eroi di scuola franco-belga di  quegli stessi anni erano per ragazzi  o  per  adulti?  Oggi  Blueberry  passa per  un  fumetto  d’autore, eppure  era  nato  su  una  rivista  per  ragazzi”.

Volendo utilizzare una categoria del cinema, Larry Yuma può essere annoverato nel western “maggiorenne”. Stupisce, intanto, la varietà dei soggetti. Quantunque le tematiche del West siano limitate e sfruttate fino all’osso per le esigenze della serialità (la diligenza attaccata dagli indiani, l’assalto al treno, le rapine in banca, i furti di bestiame, le guerre indiane, i pistoleri che dettano legge in città), Nizzi è riuscito a scrivere per quasi vent’anni  centinaia di storie che, anche lette una di seguito all’altra, risultano quasi sempre fresche e originali.

E, paradossalmente, il vincolo editoriale che ha precluso all’eroe di uccidere i cattivi come invece sarebbe naturale in qualsiasi storia western, più che un limite si è rivelato una vera e propria risorsa che ha costretto l’autore dei testi a trovare sempre soluzioni meno usuali della classica sparatoria.

Questa regola viene trasgredita una sola volta in una storia del presente volume, Nel deserto degli scheletri, in cui Larry uccide il cattivo a sangue freddo. Nizzi ha commentato: “Il cattivo, armato, entra in piena notte nella camera di Larry con il preciso scopo di fargli la pelle. Larry avrebbe potuto disarmarlo con un colpo di pistola (come fa sempre) e poi consegnarlo allo sceriffo. Ma il cattivo questa volta gliel’aveva combinata troppo grossa e Larry decide di fare da giudice e da boia. Avrai notato che l’uccisione del cattivo non viene mostrata ma solo suggerita: c’è lo sparo di Larry, poi la mano del cattivo che stringe la pistola abbandonata sul pavimento. Per quanto ne sappiamo potrebbe averlo soltanto ferito. Ma ne dubito. Se Larry – per una volta – spara per uccidere, sta’  pur certo che non sbaglia il colpo”.

Altra peculiarità della serie è la presenza costante di un gran numero di personaggi secondari, tutti così ben caratterizzati da farne quasi dei protagonisti. Spiega Nizzi: “La caratterizzazione di un personaggio si ottiene attraverso buoni dialoghi e con una fantasia grafica in grado di differenziarli l’uno dall’altro, adeguandoli al ruolo che ciascuno di essi è chiamato a svolgere nella storia, e questo è compito del disegnatore. Detto così sembra facile, ma in realtà sono pochissimi i disegnatori capaci di realizzare una così folta gamma di tipologie. Carlo Boscarato è stato uno di questi. Forse il migliore”.

 

Fra le storie presentate in questo volume c’è la celebre  E non disse una parola, in cui il protagonista compie la sua missione senza pronunciare una parola, stendendo a cazzotti tutti i cattivi e alla fine, sempre in silenzio, sale a cavallo e se ne va. Non crediamo si fosse mai vista prima nel fumetto western una sequenza come questa. Solo Berardi avrebbe anni dopo introdotto simili soluzioni narrative in Ken Parker. In Tex una situazione analoga non sarebbe stata neppure ipotizzabile, perché il ranger di Bonelli non ce l’avrebbe mai fatta a stare zitto per sei pagine, qualche “Peste!” gli sarebbe scappato.

 

Steve Della Casa, cinefilo, critico e giornalista cinematografico,  tra i fondatori del Torino Film Festival (da lui diretto per quattro anni), autore e conduttore della trasmissione radiofonica Hollywood Party su Radio3,  ha scritto per questo volume un approfondimento sulla figura del cavaliere solitario nel cinema, da cui emerge tutta  la sua passione per il cinema western e la  conoscenza, anche personale, con il regista Budd Boetticher.

 

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